“Cento capolavori dallo Städel Museum di Francoforte”

 Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194                                      (mar.,mer.,gio. 10:00-20:00; ven., sab., 1o:00-22:30; dom. 10:00; lunedì   chiuso)                                                                                                                                                      

Questa bellissima mostra si tiene al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 17 luglio. Consiglio vivamente di andarla a  visitare perché le opere in mostra vengono da una delle più belle e ricche collezioni tedesche che si trovano in una città purtroppo non propriamente turistica. Parliamo dello Städel Museum di Francoforte sul Meno.

Le opere esposte abbracciano il periodo che va dall’ 800 fino agli ’30/’40 del ‘900. Una selezione mirata datosi che il Palazzo delle Esposizioni ha sempre rivolto la sua attenzione all’arte moderna. Il percorso si apre idealmente con il celebre ritratto di Goethe nella campagna romana di Tischbein. La presenza di questo quadro non è casuale datosi che Francoforte diede i natali al grande poeta e che egli rappresentò il passaggio dal classicismo al romanticismo. Le sale seguenti raccolgono opere che vanno dal tardo classicismo al simbolismo passando per il romanticismo. Da segnalare opere di Delacroix, Corot, Courbet, Böcklin, un bellissimo oltre che poco noto Knhopff (“Il guardiacaccia”) ed un Van Gogh dei primi tempi. Subito dopo la mostra prosegue con gli “ismi” ed in queste sezioni vi sono veri capolavori. Nella sezione dedicata all’impressionismo salta subito agli occhi il luminosissimo “La colazione” di Monet e “Al cafè d’Harcourt a Parigi” di Henry Evenepoel. Credo però di poter dire che le sezioni più notevoli siano quelle dedicate all’espressionismo che ebbe le sue radici proprio in Germania e a Max Beckmann. Qui si possono ammirare quadri che hanno fatto la storia dll’arte come “Cristo agli inferi” di Nolde, “La sinagoga a Francoforte sul Meno” di Beckmann, “Cane accucciato nella neve” di Franz Marc. Ma anche opere meno note come “Bambole giapponesi con mele” di Eugenie Bandell.

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