A voler viaggiare in compagnia del proprio cane si resta a casa

Ebbene, eccoci qui. Come ogni anno con tempismo affrontiamo il tema vacanze estive. Ed ogni anno i soliti problemi. In verità uno: il solito problema. Che non è quello economico. Che non è quello tra mare e montagna. Che non è quello tra l’estero e il patrio suolo. Il problema è sempre e solo lui. No, non il mio compagno. Il nostro cane. Un cane da caccia ovvero di media taglia.Va da se che il problema lo abbiamo sempre, durante tutto il corso dell’anno, ma per ragioni che non sto a spiegarvi, si pone con tutta la sua gravità in estate. E allora se lì che ti dici ma dai, lo portiamo con noi, qual’è il problema? E invece il problema c’è. A partire del fatto che per l’appunto parliamo di cani. Di quelli che gli umani non si stancheranno mai di definire i migliori amici degli uomini. Com’è noto, purtroppo, l’amicizia non gode più del credito di una volta.

Partendo da casa nostra, ovvero dall’isola d’Ischia, è tutta una corsa ad ostacoli. Punto primo: il passaporto. Tutti gli animali che viaggiano devono essere muniti di passaporto rilasciato dalle USL dove oltre al nome del proprietario e al chip del cane devono esservi tutte le vaccinazioni; in primis copertura antirabbica in corso di validità. Se il cane è portatore sano di Leishmaniosi, come nel nostro caso, in base al regolamento della Regione non può uscire dalla Campania. Chi controlla poi però non è chiaro, diciamo che è affidato al caso. Ma facciamo l’ipotesi che il cane sia sano. Sia partendo in traghetto che in aliscafo cominciamo a vedere che non tutto è rose e fiori. L’animale ovviamente paga un biglietto ma non ha diritto ad entrare nei saloni anche se al guinzaglio e con museruola. Mi si dirà che si può cogliere l’occasione per stare all’aria aperta e godersi il panorama. Non è esattamente così. Perché le norme dei regolamenti delle compagnie di navigazione che prevedono che esse debbano attrezzare una zona per il viaggio degli animali cadono inesorabilmente nel vuoto e sono oramai lettera morta. Spesso si è obbligati a fare il viaggio in piedi tra mezzi marinai, taniche di benzina e il cane sdraiato in mezzo alla salsedine incrostata del ponte. In alcuni casi vi sono aliscafi che vietano di uscire dai saloni durante la navigazione. E allora? Il cane a meno che non stia in un trasportino non può entrare; fuori il padrone non può viaggiare. Che fare? Poniamo che una soluzione di compromesso si trovi e giungiamo all’agognata terra ferma. Dove si va? Alla partenza  ci si era detti che per ovviare al problema si può dormire in campeggio: comodo economico e pochi problemi per il cane. Come in Corsica dove in forse solo due campeggi non accettavano animali. Si valuta la Puglia e si scopre che i campeggi chiedono 15 euro al giorno per il cane. Ottimisticamente credi che ci sia nel prezzo un servizio di dog-sitting e pensi che magari il gioco vale la candela e invece no, 15 euro solo per tenerlo vicino a te e sempre legato. Però ti dici vabbè, quando saremo al mare… In quasi tutta la Puglia non si possono portare i cani sulle spiagge. Faccio l’esempio della Puglia per maggior conoscenza ma nel resto d’Italia le cose non cambiano. E neanche in Costa Azzurra a volerla dirla tutta. E non parliamo delle zone montane se dove lontanamente c’è aria di riserva per non dire di parco il cane è decisamente indesiderato. Non in Croazia dove purché al guinzaglio (anche senza museruola) il cane è ammesso in quasi tutti i parchi. Fu così che l’anno scorso viste le insormontabili questioni che ci si presentavano desistemmo.

Quest’anno però il Ministro del turismo Michela Brambilla, grande amante degli animali, mi ha dato speranza. Le ho sentito dire di imponenti azioni volte a sensibilizzare la società verso gli animali e di un vademecum per chi volesse portare con se il proprio amico peloso. E’ stato così che in libreria ho cercato ed ho trovato il libro “Turisti a quattro zampe”. L’abbiamo detto, il libro si propone come guida per chi voglia viaggiare con il proprio animale e segnala, al di la di regole basilari che chiunque ha un animale conosce, tutte le strutture che accolgono i nostri amici, regione per regione. Parla anche delle spiagge dove sono ammessi ma io non ne ho trovate. Non volendo essere del tutto pessimista ho voluto sperare in una dimenticanza. Sfoglio il libro e per quanto riguarda il luogo dove vivo mi rendo conto che a fronte della grande disponibilità ricettiva dell’isola solo pochi albergatori e simili accolgono animali e per di più, quasi sempre, solo di piccola taglia. Ed è qui che vengono i nodi al pettine. Perché la verità è che chi ha cani di piccola taglia pensando alle prossime vacanze può dormire sonni più o meno tranquilli datosi che non troverà quasi mai problemi insormontabili. Il mare è problema per tutti ma se crudelmente si risolve con il trasportino mezza pena. Non è un caso che nell’annuale pubblicità (sacrosantissima) contro l’abbandono estivo degli animali testimonial sia un cane di media taglia. In questo paese se si volessero fare le cose per bene è praticamente impossibile andare in vacanza con il proprio cane. Il libro del ministero del turismo consiglia ai viaggiatori di informarsi e di controllare regione per regione quali siano le regole e le limitazioni. Solo che la competenza in realtà è condivisa con comuni e capitanerie di porto e si può dire che vari effettivamente di kilometro in kilometro. Si può mai chiedere ad un turista di studiarsi tutta la regolamentazione in materia dei vari posti che visiterà? Assurdo. Si fa prima a restare a casa.

E quindi la verità è che si ostacola in tutti i modi chi non vuole o non può lasciare a casa il proprio cane. L’assurdità di una regola che vieta di portare i cani sulla spiaggia potrebbe essere facilmente ovviata obbligando i proprietari al controllo del proprio animale. La scusa del rispetto di regole sanitarie è ridicola quando poi i nostri mari sono un ricettacolo di scarichi abusivi ed i lidi rappresentano purtroppo spesso l’ultima spiaggia di rifiuti provenienti da chissà dove stanchi di stare a galla. Si dice eh ma i bambini, se il cane è libero… Diciamolo, è molto più frequente vedere al mare bambini lasciati a se stessi che non cani.

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