“Torri d’Avorio” di Giuseppe Scaraffia

Avevo letto una breve recensione di questo libro in internet ed essendo per metà francese e grande lettrice ed amante della letteratura francese da Balzac in poi mi sono detta: leggiamo.

Il libro in questione intende mostrare la passione degli scrittori francesi del XIX secolo per l’arredamento delle proprie dimore o forse dicendo meglio, la loro tendenza a circondarsi delle cose che in un qualche modo li ispiravano ed accompagnavano da un posto ad un altro.

Mi permetto di consigliare la lettura di questo libro solo a chi ha almeno una piccola conoscenza degli scrittori francesi di cui si tratta; se non di tutti almeno della maggior parte. E questo perché alcuni tratti dei caratteri che vengono qui raffigurati difficilmente possono essere colti da chi non conosce minimamente le loro opere. La cosa credo valga in particolar modo per Proust.

Ciò detto coloro i quali si sentiranno attratti dall’argomento non devono farsi sviare dalla imponente nonché noiosa prefazione. In verità la prefazione anticipa un pò lo stile di tutto il lavoro, quindi, il lettore sarebbe preparato al seguito ma potrebbe anche essere che per la noia, non prosegua. Ciò detto arriviamo a questi ritratti di scrittori nelle loro dimore, piene di ciò di cui hanno voluto circondarsi seguendo un pò le vicende del mobilio e dei cosiddetti bibelots. Alcuni ritratti sono decisamente riusciti altri si trascinano in un elenco monotono di oggetti sparsi in angoli che non si conoscono dicendo in fondo bene poco e degli scrittori e degli oggetti in questione.

 “Torri d’avorio” di Giuseppe Scaraffia ed. excelsior 1881

 

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