“Incantati dalla morte” di Svetlana Aleksievic

“Incantati dalla morte” non è un romanzo ma è una raccolta di testimonianze di persone che hanno tentato il suicidio e che hanno fallito o di persone vicine ad altre che lo hanno tentato e vi sono riuscite. Ci troviamo in Ucraina dopo la caduta del muro di Berlino o per rendere meglio l’idea dopo che il sogno sovietico si è infranto. Un popolo sterminato si trova a fare i conti con il fallimento di un’idea in cui milioni di persone hanno riposto ciecamente la loro fiducia. Molti non riescono ad adattarsi, non riescono a credere che tutti i sacrifici che hanno fatto nel corso di una vita, il sacrificio appunto delle loro vite per la riuscita e l’avanzata della nazione incontro alla felicità uguale per tutti, sia stato vano. Non riescono a capire le nuove generazioni che rifiutano tutto ciò che la “Grande Russia” ha fatto dalla rivoluzione fino alle soglie degli anni ’90 per cercare di rendere tutti uguali e di dare le stesse possibilità a tutti. Soprattutto le nuove generazioni rinfacciano loro l’accettazione della purghe staliniane, l’abnegazione nel realizzare i piani quinquennali trascurando la famiglia ed una volta entrati nel mercato capitalistico, la loro incapacità di adattamento.

Un libro certo molto forte per il tema trattato ma molto intimo allo stesso tempo. Attraverso le testimonianze raccolte dall’autrice noi occidentali riusciamo meglio a comprendere cosa sia stato effettivamente il comunismo per milioni di persone, come milioni di persone unitamente, abbiamo lottato per la realizzazione di un’idea e di come sia stato poi per esse difficilissimo fare i conti con il suo fallimento e con il nuovo che avanzava.

 “Incantati dalla morte” di Svetlana Aleksievic; edizioni e/o

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