“Malaparte vies et légendes” di Maurizio Serra

Al momento ignoro se il libro sia stato pubblicato anche in Italia ma, se e quando sarà, lo consiglio vivamente; d’altronde questo libro ha vinto il Goncourt per la biografia 2011.

Ora, come ho già scritto altrove, di Malaparte in Italia si evita di parlarne e, quando se ne parla, a destra ma più a sinistra, se ne parla male. Beninteso, per affrontare lo scrittore bisogna partire scevri da pregiudizi e, a maggior ragione, per leggere questa biografia, che è veramente ben fatta. Certo, Serra ci lascia chiaramente intendere cosa pensa del Malaparte in questione, ma ha il grande pregio di basarsi sulle fonti e sui dati. E le fonti e i dati raccontano che Erich Suckert potrà essere non amato ma di certo è stato un personaggio incredibile che ha attraversato il periodo più controverso del ‘900 e, in modo o nell’altro, soprattutto grazie ad una grande considerazione di sé, è riuscito ad uscirne in modo discreto. È di questo uomo che, sebbene poco incline alle passioni, ne ha suscitate molte, che si parla. Bisogna dire che il personaggio Malalparte e la sua vita sono un continuo colpo di scena e, ciò che questa biografia rende meglio, è la sua capacità di restare sempre a galla nonostante tutto, fino alla fine; fino a quando Malaparte  riuscì a portare attorno al suo letto di morte tutti: quelli che gli furono sempre amici (e furono pochi) e quelli che (è il meno che si possa dire) non lo avevano in simpatia.

I lettori italiani quasi certamente conosceranno di Malaparte “La pelle” e “Kaputt” ma questa biografia può essere letta anche conoscendo poco la sua opera letteraria perché, in effetti, il protagonista di questa biografia è più l’uomo che non lo scrittore.

 “Malaparte vies et légendes” di Maurizio Serra; edizioni Grasset

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