“Non tutti i bastardi sono di Vienna” di Andrea Molesini

Vincitore del premio Campiello selezione letterati XLIX edizione.

Siamo a poca distanza dal Piave durante la prima guerra mondiale. Villa Spada, dimora dei notabili del posto viene requisita di volta in volta dai tedeschi, dagli austriaci e dagli ungheresi. Gli abitanti della villa, dai signori alla servitù, divenuti ospiti della propria casa, ognuno con il proprio carattere e le proprie particolarità, fanno fronte alle avversità con dignità e nell’ombra, fanno ciò che possono per la Patria, ovvero l’Italia, uno stato giovane che da poco sotto la stessa bandiera vede affratellati giovani che fino a poco fa erano se non de facto, de jure, stranieri gli uni per gli altri. La potenza di questo romanzo è qui, in questo scatto di dignità e di solidarietà che traspare dalle pagine che narrano di ciò che accadde dopo la disfatta di Caporetto, di come i nuovi cittadini italiani rincorressero e lavorassero per questo ideale da poco raggiunto: la Patria. Una, da nord a sud. E’ incredibile come da questo romanzo venga fuori una delle caratteristiche più marcanti il nostro paese: la forza che sappiamo mostrare nelle avversità.

Anche se l’azione si svolge prevalentemente nella villa o nei dintorni lo sentiamo il fronte, le brutture e le crudeltà che la guerra porta con sé, la disciplina che richiede a tutti, ai più forti e ai più deboli, ognuno avvolto da questo manto nero che tutto ricopre e che rende le passioni umane ancora più viscerali, riversando le conseguenze su tutti, senza riguardo per censo o situazione. Veramente un gran bel romanzo che ci riporta in una guerra di cui abbiamo forse dimenticato la durezza e l’ombra che ha allungato su tutta la prima metà del ‘900. Eppure ognuno di noi, a nord come a sud, ha almeno un antenato che vi ha partecipato. Nel piccolo paese delle Alpi come sulla più remota spiaggia di Sicilia.

 “Non tutti i bastardi sono di Vienna” di Andrea Molesini; edizioni Sellerio

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