Heart Art in Rome 2011. La luce. Lo splendore dell’arte giapponese contemporanea

Era da sempre che volevo visitare i mercati di Traiano, uno di quei posti che quando ci passi vicino ti attirano come una calamita, dove quasi non ci credi che stiano lì da tanti di quegli anni che non riesci neanche a immaginarli.

Bene, andiamo, la giornata è soleggiata e c’è una mostra sull’arte giapponese contemporanea. Detta così una chicca, di giapponese si vede veramente poco al di là dei soliti noti.

Entriamo e alla cassa veniamo accolti da una signorina che ci guarda continuando a parlare al telefono con non si sa chi di quello che faranno la sera, ad un certo punto forse la nostra presenza deve averle ricordato qualcosa e ci fa due biglietti brontolando perché non abbiamo cinque euro in moneta unica. Vabbè, capita. Usciti nell’atrio c’è una signora del personale che come se fosse sul pianerottolo del suo condominio litiga, discute con un collega. E vabbè, anche lì passiamo oltre. Cominciamo a inoltrarci nella mostra e tra i bellissimi resti dei mercati troviamo esposte delle opere che ci lasciano alquanto perplessi. Sembra siano poggiate lì piuttosto che altrove perché non si sapeva dove piazzarle, assolutamente scollegate tra loro e senza alcuna informazione ulteriore al nome dell’artista.  Senza neanche una seppur minima presentazione di tematiche o simili; insomma, diciamolo, non tutti seguono capiscono o sono aggiornati circa l’arte contemporanea giapponese. Cosicché l’unica cosa che scandisce la visita di questo posto magnifico è il costante cicaleccio del personale di sala. Fortuna che il genio degli antichi romani surclassa quello degli odierni.

Questo piccolo resoconto per sconsigliare chi mai dovesse leggermi e fosse interessato alla mostra da recarsi ai mercati di Traiano per l’evento.

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