“Realismi socialisti. Grande pittura sovietica 1920 – 1970”

Siamo ancora nell’anno dell’amicizia tra Italia e Russia e dopo la bellissima mostra su Deineka al Palazzo delle Esposizioni è possibile vedere questa magnifica esposizione di pittura russa.

L’esposizione copre il periodo tra gli anni ’20 e ’70 del ‘900 vale a dire il periodo in cui il comunismo era fortemente radicato ed in URSS l’arte aveva tra i suoi principali fini quello educativo ed esplicativo. In apertura vi sono quadri in cui sono visibilissime le influenze delle grandi avanguardie occidentali, avanguardie che avranno vita difficile e breve avendo il partito scelto e imposto una raffigurazione più descrittiva e aderente alla realtà, percepibile anche dalle masse meno scolarizzate. Dagli anni ’30 in poi vediamo centrare l’intento educativo attraverso le opere di artisti come Deineka, Petr Suchmin, Isaak Brodskji con l’incredibile, per dovizia di particolari e di personaggi rappresentati, “La cerimonia d’apertura del 20° congresso della terza internazionale”.

Ma il partito è in movimento, subisce molti cambianti nel corso della sua storia e l’arte figurativa, la pittura nello specifico, riuscirà sempre a tenerne il passo, a mostrare la grandezza delle gesta di questo sterminato popolo che solo contro tutti porta avanti il proprio discorso, questo popolo che è sempre irreprensibile e conscio di essere chiamato ad un compito superiore che è quello della felicità di tutti, ma un domani. Dagli anni ’50 in poi è anche però percepibile un discostarsi dalle imposizioni dall’alto, ci sono artisti come Gelij Korzuv che attraverso la bellissima serie di ritratti dell’ultima sala mostra come la guerra sia stata devastante ed abbia lasciato degni che non si rimargineranno.

Una mostra bellissima, fatta di opere importanti che da noi sono davvero poco conosciute, di artisti eccezionali che con il loro lavoro hanno lasciato incredibili testimonianze del loro tempo.

Visitabile fino all’ 8 gennaio al Palazzo delle Esposizioni”.

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