“Ingannata con dolcezza – Un’infanzia a Bloomsbury ” di Angelica Garnett

Angelica Garnett è la figlia di Vanessa Bell, sorella di Virginia Woolf, e di Duncan Grant, pittore omosessuale; il cognome con il quale firma questa autobiografia è quello di David Garnett , ex amante di suo padre, che sposa giovanissima.

Ciò detto, giusto per inquadrare Angelica, il suo libro oltre ad essere la sua biografia è un quadro dell’epoca che apre una finestra da cui poter osservare un mondo, quello di Bloomsbury, che ha tanto dato oltre che all’arte anche all’economia e dunque, a tutto un filone di pensiero che ha avuto a lungo influenza, un filone di pensiero che rifiutava la vecchia ideologia di stampo vittoriano e che si scrolla via di dosso tutta una serie di preconcetti di quel periodo.

Ora, essere Bloomsbury per un adulto oltre ad avere il suo fascino era anche possibile perché si presume che passata l’adolescenza una persona sa o può prendere delle posizioni. Non altrettanto è da dire per una bambina che un domani diverrà donna e che a fronte di così forti personalità non riuscire a trovare una proprio ruolo. Leggendo questa biografia si ha l’impressione che la liberalizzazione dei costumi quando avviene d’un colpo, come è accaduto nel ’68, non sempre da buoni frutti, spesso la prima generazione ne è sbalestrata. Ed è di questo che infondo si parla tanto che questo libro può essere visto anche -con un pò di fantasia- come un essay su un certo tipo di educazione.

“Ingannata con dolcezza – Un’infanzia a Bloomsbury” di Angelica Garnett, La Tartaruga edizioni

Annunci