“L’isola è una conchiglia” di Erri De Luca

Nel parlare di questo libro non posso che essere di parte perché i racconti di cui è composto per lo più, parlano di Ischia.

Ischia è il posto dove io ed altri molti viviamo. Un posto che con molte difficoltà tenta ancora di essere incantevole. Un posto che guardato con gli occhi di chi qui non vive è ancora incredibilmente pieno di meraviglie. Molti l’hanno capito e non ischitani l’abbiamo dimenticato. Un pò perché i ritmi di oggi -sebbene pare ci sia un’inversione di rotta- sono diversi, si vuole essere nel vortice delle cose che accadano e l’isola, che è la quarta in Italia per grandezza ma resta comunque posto circoscritto, ne è un pò fuori. Come tutte le isole. Il mare a questo serve.

Ad ogni modo nei racconti di De Luca (di cui uno può essere letto come gli appunti che poi sono serviti per il bellissimo “Tu, mio”) si parla di due isole, Capri ed Ischia, ma è a quest’ultima che potrebbe essere dedicato tutto il libro tanto traspare dalle pagine l’amore che l’autore nutre per questo scoglio in mezzo al Tirreno che è stato sfondo della sua infanzia e fanciullezza, luogo senza tempo e senza regole, fatto di libertà e semplicità dove i giovani napoletani che qui passavano le vacanze negli anni’50 lasciavano una città ancora sporca, affamata, con le macerie a fare da quinte ai loro giochi per passare poi tre mesi con un calzoncino a farsi cuocere dal sole, a cogliere i frutti dalle piante, a fare il morto a mare.

Un libro che ogni isolano, ed ogni ischitano in particolare, dovrebbe leggere per riconciliarsi con l’isola che spesso, come una conchiglia, oltre a nascondere un tesoro, è anche rifugio.

“L’isola è una conchiglia” di Erri De Luca, Edizioni La Conchiglia

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