“La cultura del piagnisteo-La saga del politicamente corretto” di Robert Hughes

Confesso che di costui, Robert Hughes, ignoravo fino a due settimane fa l’esistenza e di questa a tutt’oggi conosco ancora poco per non dire nulla. Ma tant’è.

Il libro nasce da un ciclo di conferenze il cui oggetto principale è la cultura americana qual’è e quale la si è cercata e la si cerca tutt’oggi di rappresentare (l’autore però scrive nel 1992).

Anche per noi profani europei (e per noi italiani in particolare il primo saggio) il libro è estremamente interessante. Hughes racconta di quello che la società americana è diventata e di ciò esporta come prodotto culturale, del come e del perché certi fenomeni vengono più enfatizzati di altri; di come e per quali tragiche teorie l’istruzione USA ha fatto un tonfo incredibile sfornando dalle sue università per lo più dei soggetti che non sanno essere critici e che non sono in grado di utilizzare al di fuori di un determinato contesto gli strumenti che si ritengano siano utili per riuscire nella società americana; di come e perché anziché tutelare in modo serio le minoranze si è finito per in realtà per portare il discorso in un vicolo cieco che non ha fatto null’altro che prestare il fianco agli estremisti e di destra e di sinistra.

Interessantissimo poi il terzo saggio per chi è appassionato o segue un pò l’arte contemporanea io qui per esempio, condivido in pieno il giudizio su Basquiat e lo devo dire, mi ha confortato di non essere sola.

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