Fiere e cataloghi

Ci ho messo un pò ma sto dando finalmente un occhio ai cataloghi che sono riuscita a prendere all’ultima fiera a cui sono stata.

Il catalogo. Ovvero l’oggetto del desiderio di quasi ogni visitatore di fiere. Quell’oggetto che nel più dei casi, vedi Salone del Mobile ad esempio, vi viene elargito in genere dopo che un’ annoiata signorina più o meno cordialmente vi chiede il vostro biglietto da visita. Che è un altro elemento imprenscindibile delle fiere. Biglietto da visita che deve dichiarare quale sia la vostra attività e indi palesare il vostro interesse nell’ottenere il catalogo perché va da sé che se non rientrate nella categoria degli addetti ai lavori il catalogo non vi serve e quindi, che lo chiedete a fare? Perché darlo a voi potrebbe significare negarlo a un vero addetto ai lavori; e certo, pure tra addetti ai lavori c’è una scala gerarchica. Così al Salone del Gusto, per dire, non perdo tempo a dare informazioni sul mio prodotto al salumiere quando vedo che dopo di lui c’è il grossista. Parimenti a VinItaly non faccio assaggiare alcunché a chi non ha il tesserino di addetto ai lavori. Ma per tornare al catalogo, quell’oggetto che durante le fiere viene collezionato un pò da tutti quelli che riescono a metterci le mani su, che contiene? Quali meraviglie, suggerimenti, informazioni? In alcuni casi, nulla. O meglio, nulla che interesserebbe un addetto ai lavori ovvero, oltre ai prodotti magnificamente fotografati e ad eventuali contatti: i prezzi. Eh già, perché alle fiere non ci si va solo per informarsi sulle novità o più blandamente per passeggiare in mezzo ad un sacco di gente che in quei giorni sfoggia il proprio miglior guardaroba. Ci si va per capire anche in cosa si può investire, a quanto lo si può rivendere e via così. Tutte cose che a dispetto dell’aria di spensieratezza che si respira nei giorni di fiera hanno a che fare con una cosa piuttosto prosaica: il denaro, i soldi. Che sono quelli il motore di tutto e invece sembra che in queste occasioni vengano tenuti nascosti un pò come certi amici non proprio comme il faut. In tema di cataloghi va un pò meglio alle fiere dell’ editoria dove il catalogo difficilmente viene negato a qualcuno (il libro è ancora un bene che un pò tutti possono permettersi). Nel caso foste di quelli timidi che si dicono “Ma se mi chiedono che faccio o perché lo voglio, che rispondo?” dovete fare occhio. E si. Il catalogo c’è ma è come nei giochini “Aguzza la vista” della settimana enigmistica: mimetizzato tra le pile di libri in esposizione. Però in questo tipo di fiere, non importa come si è ottenuto l’agognato testimone della vostra presenza in fiera, si è il più delle volte premiati dalle informazioni che di questi tempi tutti cerchiamo di ottenere: quelle circa i prezzi. Poi una volta a casa, se si è riusciti, si avrà un pezzo in più per la propria libreria.

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