“La cospirazione” di Paul Nizan

Su questo libro ci sono finita perché mi ricordavo del racconto che fa Simone De Beauvoir del litigio e del successivo allontanamento  tra Nizan e Sartre. Poi Nizan morirà e le cose, le opere, avranno altro significato.

“La cospirazione” non è altro che un mezzo per raggiungere un’ideale che è quello della rivoluzione, rivoluzione che per questi ragazzi della buona borghesia parigina non è in verità altro che una forma di rivolta contro il mondo ingessato e perbenista di cui fanno parte e di cui infondo tetano di allontanarsene solo per gioco, come direbbe jannacci: “Per vedere l’effetto che fa.” Ed é proprio per questo per esempio che Rosenthal si suiciderà forse senza avere veramente chiaro che il suicidio, come la rivoluzione, sono scelte che una volta fatte non consentono di tornare indietro. Tanto è vero che gli amici, gli altri cospiratori, non sapranno farsene una ragione.

Un romanzo che oggi, forse perché quel tipo di borghesia può dirsi non esistere più, è, per alcuni versi, fuori dalle nostre corde; sebbene il tema della rivolta dei giovani contro il riflesso che vedono in sé dei loro padri sia sempre attuale.

Annunci