“La peste” di Albert Camus

Se comincerete questo libro fin dalle prime pagine vi troverete catapultati in un tempo altro, in una città algerina (Oran) di cui più che in altri romanzi si percepisce il vivere lento dei suoi abitanti, quella lentezza che ammanta ogni azione e che rende tutti un pò indolenti anche quando il caldo non è poi così caldo da rallentare il vivere quotidiano.

In questa tranquilla cittadina ad un certo punto si comincia a riscontrare uno strano fenomeno. I ratti muoiono. Il che detto così non sarebbe proprio una brutta notizia non fosse che questi, prima pochi, poi sempre più numerosi, vengono a morire nei palazzi, lungo le strade, come se fuggissero qualcosa. Inizialmente, complice il dolce vivere del luogo, al di là dello sdegno di alcuni, nessuno se ne adombra più di tanto; ma prima o poi i medici e le autorità sono costretti ad ammettere la realtà e a reagire prendendosi la responsabilità di isolare la città ed i suoi abitanti perché ciò che la morte dei ratti preannunciava, era l’arrivo della peste. Così la peste è lo scenario in cui si muovono alcuni personaggi, ognuno fortemente caratterizzato nella sua individualità fino al momento in cui, dinanzi all’evolversi degli eventi, ognuno di essi, senza mai abbandonare il proprio modo di sentire o le proprie aspirazioni mette da parte un pò di sé per il bene della collettività, perché la peste, con il suo modo subdolo di propagarsi, non permette a nessuno di chiamarsi fuori ed è anche per questo che dopo i primi mesi dal contagio, in cui gli ammalati si lasciavano andare, questi lottano come possono contro la morte insieme a chi cerca di curarli.

La fama del libro non ha di certo bisogno di queste poche righe che scrivo; fa parte della storia della letteratura. Al tempo della sua pubblicazione ne fu fatta una lettura allegorica che di certo non è del tutto fuori luogo ma il libro non è solo questo ed anzi, possiamo dire che il messaggio che si trae dalle sue pagine, l’invito a non tirarsi fuori da ciò che ci accade intorno, a prendersi delle responsabilità, a mettere da parte un pò di noi per un bene maggiore e superiore per una ragione etica e non morale è un messaggio universale valido in ogni epoca e forse oggi estremamente cogente.

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