Piccola riflessione sul caso Cosentino

Eppure si credeva che il peggio fosse passato, che un cambiamento fosse in atto, le ultimi dimissioni del Sottosegretario Malincolico facevano ben sperare e poi… Poi il passato ritorna perché è da ingenui credere che una porta chiusa lo sia ermeticamente, è da ingenui credere che una porta non abbia sempre degli spifferi che possano gelare una casa che si cerca in tutti i modi di riscaldare. E il caso Cosentino va visto in quest’ottica. Certo, io da campana vorrei che le guarentigie parlamentari non coprissero certi reati, perché purtroppo qui si parla di reati che hanno dilaniato la terra dove vivo, hanno causato danni enormi e ancora li causano al popolo campano, napoletano in particolare, e non è corretto parlare di fumus persecutionis (ma il richiamo al fumus è principalmente  operato dal PDL). Purtroppo è un brutto segnale perché, nonostante in questo momento si abbia in Italia un governo tecnico, prima o poi si dovrà tornare alle elezioni. A rigore nel 2013, forse prima. Ma il salvataggio di Cosentino va inquadrato negli accordi che i partiti stanno cercando di chiudere in vista appunto delle prossime elezioni e per la ragione recondita che oggi a me, domani a te, e nel dubbio, meglio tutelare Tizio per tutelare in futuro sé stessi. Potremmo parlare del risvolto morale ma siamo ancora una volta ingenui se crediamo che un malcostume che si è perpetrato per così tanto potesse essere cancellato da un semplice cambiamento di governo. Amareggia poi scoprire che i Radicali, ovvero quelli che si sono battuti nel corso degli ultimi trent’anni per i più disparati motivi, abbiamo votato no. Risulta francamente sbalorditivo ed ancora una volta, dobbiamo essere lungimiranti e chiederci il peso che questo voto avrà nelle prossime elezioni.

Annunci