“Plutonio 239 e altre fantasie russe” di Ken Kalfus

Non mi ricordavo se era proprio di lui che avevo letto o meno ma, per il si e per il no, ho acquistato il libro. E’ questa una raccolta di racconti di un autore che ha scritto due romanzi particolarmente riusciti che io come ovviamente avrete compreso non ho letto ma che di certo cercherò non appena me ne capiterà l’occasione; ciò perché i suoi racconti mi hanno decisamente rapita, per la varietà dei temi trattati e per come vengono presentati. Il tema principale è la Russia, com’era e com’è, cosa ha rappresentato nell’immaginario dei russi ‘che nel nostro, di immaginario, era il paese chiuso all’ Occidente per poi diventare il paese che l’Occidente lo fagocita. In questi racconti passiamo da un capo all’altro della Russia, certo Mosca è sempre Mosca ma ci rendiamo meglio conto di come l’URSS fosse un paese si sterminato ma insolitamente unito dal punto di vista ideologico, di come storie di cui indoviniamo lo sfondo fossero reali e non fantasia, di come alcuni ebrei russi riponessero veramente la speranza di trovare una patria tra le braccia del comunismo che gli garantiva un luogo loro seppur sperduto al confine con la Mongolia, di come la morte di Stalin fosse stata vissuta come evento intimo… E poi c’è la deliziosa favola “Sale”. Insomma, veramente una bella raccolta che grazie al bel stile di cui è permeata sono certa piacerà.

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