Le buone intenzioni non sempre bastano

Uno ci prova. la navigazione nel golfo di Napoli è praticamente monopolio dell’Alilauro? Bene, decidi di prendere una delle poche corse della compagnia pubblica, la Caremar; così se hai un impegno improrogabile alle 9:30 a Napoli prenderai l’aliscafo che in rete è segnalato per le 7:30. Si, certo, dovrai alzarti alle 6:30 ma è un sacrificio che fai magari con non troppo piacere ma lo fai. Poi, quando su un porto ancora avvolto nelle brume del mattino ti ritrovi al freddo con qualche avvocato decisamente incollerito perché la corsa è stata anticipata di ben tre quarti d’ora, non puoi neanche bestemmiare perché non sei credente e sei costretta a piegarti al caso e partire con l’aliscafo dell’ Alilauro che è stracolmo e chiaramente non c’è posto per tutti ma almeno da questo punto di vista, se riesci a salire tra i primi, hai il posto garantito. E ci mancherebbe, per questa corsa delle 8:40 il tuo biglietto è stato fatto alle 7:21. Al ritorno decidi di iniziare con il regime d’austerity e al fine di non sprecare benzina e di non seccare nessuno aspetti il bus. Il quale arriva ma è minuscolo e da poco sono uscite le scuole, sono le 13:30. L’autista ti dice che ne passerà uno tra 5 minuti. Minuti che passano e passano tanto che a casa ci arrivi alle 14:30.

Ma essere ottimisti è diabolico quanto perseverare in un errore e sabato, di ritorno da commissioni ritenti con il bus. Lo vedi arrivare da lontano ma non hai il biglietto e il tuo senso del dovere, della correttezza, ti spinge a lasciarlo passare via e a fare prima il biglietto. Arrivi alla fermata, una delle poche che espone gli orari e ti rincuori vedendo che tra pochi minuti dovrebbe passarne un altro e che sei al sole e che hai qualcosa da leggere. Dopo un pò riemergi dalla lettura e dai un occhio all’ora e ti chiedi se caso mai l’autobus non sia passato e tu non te ne sia accorta ma… No, impossibile. Ci sarà un ritardo ma vabbè, qui dice che ne passa un altro tra un pò. Tra un pò è 30 minuti dopo e quando finalmente sali sull’ agognato mezzo di trasporto pubblico, lo chiedi al conducente: “Ma siete in sciopero?”. E quello ti dice che no, che hanno al massimo 10 autobus e con quelli fanno il servizio e che lo sanno tutti. Ok, io non lo sapevo anche se pare che sull’isola sia noto ma un turista? Che sull’isola ci è di passaggio? Che non è tenuto a conoscere tutte le meschinerie della Regione? Ci vuole tanto a indicarlo alle fermate che il servizio è sporadico e casuale? E no, caro conducente, non devi farlo tu, come temevi.

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