“La coalizione-Un Raskolnikov” di Emmanuel Bove

Mentre mi aggiravo in Feltrinelli sconfortata dal piattume propositivo che comprende per lo più i soliti classici, le offerte e le novità salvo sporadiche eccezioni anche di case editrici minori, mi è caduta sotto gli occhi la copertina di questo libro dal formato un pò diverso dal solito… Ma certo, ne ho letto la recensione su “La lettura”! L’ho comprato.

Il libro propone due romanzi, di cui uno breve, di questo autore in pratica dimenticato.

“La coalizione”. In questo romanzo si racconta la storia degli Aftalion, madre e figlio, che  dopo la morte di Aftalion padre rientrano a Parigi cercando di riallacciare i rapporti con la famiglia di Louise Aftalion nata Perrier. Ebbene, riallacciare i rapporti non è proprio così semplice, madre e figlio hanno ben chiara la loro situazione economica che non è delle più rosee e vorrebbero essere aiutati ad inserirsi, la madre vorrebbe che qualche conoscenza aiutasse suo figlio a trovare un lavoro, una posizione che possa consentire ad entrambi di vivere agevolmente e permettergli un domani di raggiungere quella posizione di prestigio che ritengano gli spetti. Ma siamo negli anni immediatamente dopo la prima guerra mondiale e non trovano quella predisposizione ad aiutarli che si attendevano, Nicolas ritenendosi ancora giovane e in salute quasi quasi si aspetterebbe che solo per questo la gente gli dia di che vivere ma le cose non vanno così. Ben presto madre e figlio entrano in un circolo vizioso che li porterà a chiedere di continuo denaro in prestito a parenti ed amici, a non restituirlo, a venire di conseguenza cacciati di albergo in albergo e ad essere emarginati da tutto quello che era il loro milieu. In questo vortice sempre più rapido questa coppia si lascia andare senza opporre quasi resistenza, attendendo giorno per giorno il miracolo che li tiri fuori dalla miseria, rendendogli quel posto di prestigio che gli consentirebbe di rivalersi su tutti coloro che li hanno allontanati senza aiutarli come loro ritenevano avessero dovuto fare. Lo stesso suicidio di Nicolas sarà un suicidio quasi involontario, anche in questo caso, spinto da quella mancata opposizione agli eventi, da quella mancata assunzione di responsabilità che ha caratterizzato tutta la sua vita.

“Un Raskolnikov”. Un dichiarato omaggio a Dostojevsky. I protagonisti di questa storia sono tre, una coppia di disperati che cammina sotto la neve alla disperata e un uomo che  dopo averli seguiti racconta loro il suo delitto. Delitto per il quale non ha scontato alcuna pena essendosi sempre dichiarato innocente alle autorità ma il cui castigo in verità, sconta lungo tutta la sua esistenza. Questo racconto sull’altro uomo farà molta impressione tanto che vorrà costituirsi per un delitto che in verità non ha commesso.

Lascio a voi scoprire la storia di questo autore che nella postfazione presente nel libro è ben rappresentata. Quello che io mi sento di dire è che questo autore può essere visto e forse lo è il trait d’union tra Balzac e Dostojevsky, in questi due romanzi si ha sotto gli occhi l’evoluzione del romanzo che lascia i temi più sociali per rivolgere la sua attenzione a quelli più individuali ma non solo,  in questo autore apprezzerete anche lo stile, che in particolare nel secondo romanzo ha delle felici soluzioni narrative.

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