“in culo al mondo” di António Lobo Antunes

Se ancora qualcuno aveva dubbi su cosa significhi fare una guerra legga questo libro, una lunga confessione di uno che la guerra l’ha fatta ed è tornato indietro con un bagaglio emozionale pazzesco. Sì, ammettiamolo, noi della guerra in Angola poco sappiamo ma la grandezza di questo libro è che lo spirito che lo pervade è universale, di ogni guerra, di ogni uomo che la combatte, che ci si trovi dentro e che la porterà sempre con sé. Leggendo questo libro la voce narrante noi non la vediamo, è come se scomparisse e ci troviamo d’un tratto dinanzi uomini straziati, corpi violentati, alienazione, grettezza di sentimenti, incomprensione, resa a tutto ciò. Si viene fuori  dalla lettura con il fiato mozzato, commossi da quest’uomo che si mette a nudo e che lascia trasparire sotto il disinganno, il cinismo, lo sconforto flashs su quella che era la sua vita prima dell’Angola, con le sue passioni, i suoi affetti, i suoi interessi, con tutto ciò che lo richiama alla vita e che allo stesso tempo egli ritiene non possa più far parte del suo presente perché chi non è stato in culo al mondo non può sapere come sia duro ritornare indietro e rendersi conto che nessun altro sa quello che lui invece, ha impresso per sempre dentro.

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