“Insaziabilità” di Stanislaw I. Witkiewicz

Che dire. Su Anobii non ho saputo assegnare un numero di stelle non perché il libro sia talmente pessimo da non meritare neanche una valutazione ma perché ti lascia talmente di stucco che non sai che pensarne. La storia se vogliamo è piuttosto lineare, l’iniziazione di un giovane alla vita, in parte avviata dal padre e proseguita poi da una serie di personaggi ognuno dei quali rappresenta una determinata categoria di persone , il tutto sempre piuttosto in una tinta sporca, crudele, al limite (a volte ampiamente superato) della depravazione, un racconto di fanta-politica degli anni ’20 infarcito della filosofia del tempo (un mare dei riferimenti a Husserl) dove un concetto chiave è la metafisica che compare ovunque… Ciò che l’autore ci mette sotto gli occhi è  la decadenza della cultura occidentale che si lancia a capo chino in un baccanale dove la dignità non ha più dimora e l’unica modo di sopravvivere e quello di trovare rifugio nella follia, come accade al protagonista. Non manca di tratti poetici ma la lettura a mio parere è decisamente ostica e richiede una forte motivazione. Poi, certo, dicono che sia il suo e della letteratura polacca del ‘900 capolavoro ma, francamente, la valutazione deve forse essere affidata ad una seconda se non terza lettura.

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