“Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini

Conversazione in Sicilia. Perché come avrebbe detto poi un cantautore “Un posto ci sarà, per questa solitudine”. E il posto è la Sicilia, intesa come madre e come terra, in entrambi casi dura ma calda, accogliente, rifugio ultimo dove ritrovare sé stessi. Il protagonista dopo tanti anni che ha abbandonato la sua famiglia torna al paese, all’interno della Sicilia, dove la vita è lotta quotidiana per non sopperire alle difficoltà che costellano l’esistenza dei contadini, la scusa è fare gli auguri alla madre che abbandonata dal marito e con i figli ormai grandi si ritrova sola. Quest’incontro dopo così tanto tempo e i giorni trascorsi al paese natio, in un tempo che sembra essere fermo in una propria dimensione, insensibile agli avvenimenti che sconvolgono l’Europa non fosse che per i morti della precedente guerra. fanno da spunto a una serie di riflessioni sugli uomini, su un mondo, come quello contadino, immutabile nonostante tutto e a cui alle volte si sente il bisogno di ritornare. Un omaggio attraverso la figura della madre alla donna, che alleva e nutre figli che non sempre le sopravvivono, che sopporta dal proprio uomo di tutto con la certezza della ragione, prima a svegliarsi e ultima ad addormentarsi, vero pilastro della casa senza cui nulla si realizza e che, per dirla alla Fellini, è “La casa”, luogo ultimo a cui tutti aneliamo. Un romanzo tutt’oggi modernissimo, da affrontare senza pregiudizi sull’autore.

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