“I falò dell’autunno” di Irene Némirovsky

Ennesima testimonianza del valore di questa scrittrice. Ci troviamo in un piccolo gruppo di borghesi a Parigi che, poco prima della prima guerra mondiale, gode di piccoli piaceri, è fiducioso nel futuro che sembra profilarsi roseo e pieno di possibilità e la cui serenità viene interrotta dallo scoppio della guerra che, presa in un primo momento come momentaneo incidente invece segnerà in modo indelebile un’intera generazione: in parte sacrificandola nelle trincee in parte facendola sopravvivere agli orrori vissuti e catapultandola poi in un mondo che ha partecipato ben poco della tragedia. Alla fine della guerra si riprende la vita normale e gli affari sembrano essere alla potata di tutti coloro che abbiamo voglia di arricchirsi senza troppi scrupoli. Bernard partito volontario appena diciassette ritorna a Parigi assetato di tutto ciò che la guerra gli ha negato: donne, successo, soldi. Ma non può ottenere tutto e abbandonato dalla sua amante trova conforto in Thérèse, vedova di guerra dopo neanche un mese di matrimonio che lo ama da sempre e che per lui è disposta a qualunque cosa ma che purtroppo rappresenta ai suoi occhi il focolare borghese che si accontenta di ciò che ha e che non desidera di andare oltre, di rischiare alcunché. Bernard dunque partirà di nuovo per la fortuna fino a quando gli eventi non saranno più forti di lui e lo travolgeranno fino a ricondurlo dalla donna che, magari banalmente, lo ha sempre amato.

Questo libro può essere visto come un preambolo o uno studio del tema che sarà poi approfondito dall’autrice in “Suite francese”, il romanzo che l’ha resa famosa in Italia e che è stato pubblicato incompiuto. Già qui vediamo delineate le linee caratteriali di una parte del popolo francese che ha vissuto la prima guerra mondiale come una ferita indelebile, segnata profondamente dalla perdita dei suoi figli più giovani nell’ecatombe delle trincee e che ha visto nell’inizio della seconda guerra mondiale un incubo che credeva mai più doversi ripetere. Nel libro c’è tutto questo, come sempre narrato con pathos da questa autrice che proprio la seconda guerra mondiale, con tutto il suo carico di morte e follia, ci ha sottratto così presto.

Annunci