“Il palazzo delle pulci” di Elif Shafak

Che peccato questo libro. Per coloro i quali avranno letto e apprezzato “La bastarda di Istanbul” sarà dura da digerire o almeno, lo è stato per me. In questo libro colmo di personaggi, dove pare che l’autrice abbia voluto mettersi alla prova, spesso ci si smarrisce. Siamo a Istanbul, in un palazzo che quando fu costruito era molto bello e amato, ma il tempo fa il suo corso e si sa, non tutto tiene il passo. Tramutato in condominio è variamente abitato da famiglie e personaggi particolari e da una insopportabile puzza che ammorba l’aria e di cui nessuno conosce la causa. La prima parte del racconto è forse quella più riuscita, quella dove la Shafak aveva le idee più chiare ed è così che vediamo nascere e imporre la sua presenza il palazzo che poi farà da quinta a tutti i vari personaggi che lo abitano; è da questo momento che la matassa sfugge di mano all’autrice e il tutto diventa ingarbugliato e forzato in alcuni passaggi. Mentre ne “La bastarda di Istanbul” i vari cambi di registro tra presente e passato non sbagliavano un colpo dando un quadro complessivo nitido qui diventa tutto troppo difficile e si ha come l’impressione che alle volte, non riuscendo a trovare la giusta, via ci si sia accontentati della soluzione meno peggio. Così l’impressione che si ha di questo libro è che se si fosse scelto di presentare le singole storie dei personaggi come racconti, senza cercarli di riportarli nell’unità di un romanzo, avremmo potuto certamente meglio apprezzare alcune sfumature.

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