“La neve era sporca” di Georges Simenon

Frank è un ragazzo di soli diciannove anni in un paese del Nord occupato dai nazisti; in questo ambiente in pieno disfacimento morale dove tutto è sporco e vischioso come la neve vecchia sulla quale si è camminato cerca di farsi largo nella vita, imponendosi agli altri e dimostrando a sé stesso, prima ancora che a tutto il mondo, che a lui non importa di nulla, neanche di uccidere per il solo gusto di farlo né tanto meno prendersi gioco di una ragazzina innamorata di lui. E così seguiamo le gesta di questo giovane che vuol dimostrare di bastare a sé stesso, che usa fare l’amore con le ragazze della casa d’appuntamenti di sua madre come se queste fossero non persone ma cose lasciate lì affinché egli possa servirsene. Uno dei romanzi più cupi di Simenon, dove la luce non c’è mai, neanche quando smette di nevicare e arriva la bella stagione perché chi è del nord lo sa che il freddo più freddo, quello cattivo, arriva a marzo, quando non ci si pensa più.

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