“Pane e Peperoni” di Peppe Lanzetta

Io di Lanzetta, e lo dico profondendomi in mea culpa, mea culpa conoscevo solo i “Racconti disperati” di cui ho parlato già tempo fa. In maggio sono usciti due libri di Lanzetta, questo e un altro di cui mi sfugge il nome ma che doveva essere qualcosa più sull’azione andante. Ho comprato questo perché pubblicato da quelli di “Ad est dell’equatore” che mi sono simpatici e che si danno da fare. Tolte le note di colore è da dire che questo è un bel libro che forse dovrebbe essere propedeutico alla scoperta di questo autore perché è qui, che si racconta. Sempre con una nota di malinconia rabbiosa, se si vuole tipica di alcuni napoletani, entriamo nel suo mondo che poi è la sua storia, le decisioni che ha preso e la strada che ha percorso passando spesso da alti e bassi con una rapidità supersonica, di come fosse la Napoli degli anni ’80, di come cambi la fauna da quartiere a quartiere e di come in una stessa città ci siano mondi paralleli abitati da persone diversissime che quando poi sin incontrano non riescono a condividere alcunché. Ma qui oltre che l’uomo c’è l’artista che vive in primo luogo d’artista la sua vita e che con disincanto, comincia a portare a riva alcune reti guardando dentro cosa ci sia.

Annunci