“Storia della civiltà francese” di Georges Duby, Robert Mandrou

Avendo studiato unicamente in Italia, al di là delle cose che proprio non possono non sapersi, della storia francese sapevo ben poco e, quindi, ho acquistato questo bel mattoncino. Mi sento in primo luogo di dover fare un’avvertenza: non è un libro di storia. Nel senso: se qui cercate una cavalcata nei secoli con nomi, date, battaglie ovvero un libro di storia tipo manuale, non è il libro che desiderate. Qui si parla sì di storia ma di “storia della civiltà”, che si muove sempre ovviamente sulla storia come generalmente la intendiamo ma ne approfondisce un aspetto particolare. Come farebbe una libro di storia dell’agricoltura per intenderci.

Ciò detto il libro è scritto da due autori diversi, uno studioso del Medioevo e l’altro dell’età moderna e abbraccia un arco di tempo molto ampio: dall’anno 1000 fino alla Quinta Repubblica. Sul piano espositivo certamente la cosa ha i suoi vantaggi ma, dal punto di vista stilistico, ne potranno godere solo coloro che supereranno le prime duecento e passa pagine. Non vi è alcun problema di interesse per il periodo storico che anzi, è indiscutibilmente alla base dello Stato francese come oggi lo vediamo ma, obiettivamente,  lo stile non può far altro che confortare nella loro opinione coloro i quali credono pervicacemente che il Medioevo sia stato un periodo oscuro nella storia dell’umanità. Altro stile invece passato il ‘500 sebbene forse un poco appesantito da tutto ciò che vi è da narrare.

E vi si narra come il popolo francese a partire dai piccoli villaggi in cui viveva si sia sviluppato; di come lentamente le varie lingue che vi si parlavano abbiamo ceduto il passo dinanzi quello che poi diverrà il francese; di come le campagne si siano sviluppate lentamente dal punto di vista delle colture; di come Parigi abbia cominciato ad assumere il ruolo indubbio di capitale che ancora tutti le riconoscono. Si può senza tema di smentita dire che in questo libro, tolti nomi importanti a cui di necessità si deve far riferimento, il lettore può vedere come la Storia, in fin dei conti, la facciano tutti, anche gli ultimi, quelli che non si penserebbe mai abbiamo potuto dare alcun contributo ma infondo, cosa non è la storia della civiltà se non la storia di tutti?

Per volenterosi.

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