“Primavera araba-Le rivoluzioni dall’altra parte del mare” di Domenico Quirico

Che questo libro sia interessante e che vi siano molte, moltissime ragioni per leggerlo, è fuori di dubbio. In primo luogo, per approfondire andando al di là della mera attualità giornalistica. Domenico Quirico è inviato de “La Stampa” ed è profondo conoscitore dei paesi di cui racconta, ci introduce in un mondo di cui molti di noi, fino all’inizio di quella che è stata definita “Primavera araba”, sapevano poco. Sarebbe sciocco negare che la maggior parte degli europei, diciamo anche degli occidentali, nonostante qualche dubbio, riteneva che nel Nord Africa c’erano certamente grosse fette della popolazione afflitte dalla povertà ma che le cose, sostanzialmente, non andavano poi malissimo: bastava pensare alle spiagge affollate della Tunisia o alle navi crociera che attraccavano in Egitto. Forse qualche dubbio ha cominciato ad avere maggior peso quando il colonnello Gheddafi è stato ricevuto, in Italia come in Francia, quasi come un re, mostrando, seppur per altri ragioni, la distanza incolmabile che c’era tra di lui e i nostri capi di Stato (seppur tanto vituperati).

In questo libro Quirico non racconta solo come si sono svolti i fatti più recenti, ma opera un doveroso flash-back per mostrare come i popoli del Nord Africa, quelli a noi più vicini e la cui storia è fortemente legata alla nostra, abbiano trovato la forza per ribellarsi a dittatori che, nonostante le continue violazioni dei diritti dell’uomo, nonostante la chiara corruzione che vigeva in quei paesi, nonostante l’ampissima forbice tra ricchi e poveri, godevano del sostegno di tutto il mondo occidentale, considerati come i migliori bastioni di difesa dal divampare dell’estremismo islamico. Partendo dalla Tunisia, prima delle nazioni a insorgere, con uno stile a tratti troppo lirico e sempre incalzante, infarcito di frasi in francese e latino, dove non sono rari gli errori di punteggiatura e di stampa, l’autore ci conduce in un viaggio che ci porterà in Egitto, Libia, Algeria (questa grande sconosciuta di cui sembra quasi nessuno abbia più memoria), Marocco fino al Mali (che a noi italiani dovrebbe dire qualcosa, tanto ciò che si legge anticipa l’epilogo della liberazione di Rossella Urru), disvelando gli interessi e gli intrecci politici che hanno dominato la vita delle popolazioni  che abitano queste terre.

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