“Anatomia di un istante” di Javier Cercas

A una lezione del corso di perfezionamento in studi politici che sto seguendo, uno dei relatori, il Prof. Carillo, dell’Università Suor Orsola Benincasa, cita questo libro e racconta del tema affrontato. Che io ignoravo del tutto. Così l’acquisto, lo leggo e ora ne scrivo.

23 febbraio 1981. Colpo di Stato in Spagna. È il primo colpo di Stato della storia ad essere ripreso da telecamere. L’esercito entra da una porta laterale dell’emiciclo del Parlamento e spara. Tutti i deputati si buttano a terra proteggendosi dietro gli scranni. Solo tre figure restano al loro posto: Adolfo Suárez, Presidente del Consiglio ancora in carica; il generale Gutiérrez Mellado e Santiago Carillo che nella recente storia di Spagna si sono fronteggiati da schieramenti opposti, uno era per Franco, l’altro era il segretario del Partito Comunista.

È quest’attimo in cui questi tre uomini che, per ragioni diverse, rappresentano ognuno a proprio modo la recente storia del paese, incarnazione delle contraddizioni e dei compromessi che lo segnano al 23 febbraio 1981, che Cercas racconta. Lo fa scandagliando quell’istante e cominciando un percorso a ritroso, mostrando tutto quello che dietro al 23 febbraio 1981 c’è, dando un senso alla quasi stanchezza con cui Suárez accoglie i golpisti, al coraggio con cui Mellado e Carillo restano in piedi sfidando i colpi dei militari. Quello che c’è dietro è il difficile passaggio dal franchismo alla monarchia parlamentare, il fragile equilibrio tra un esercito che non vuole essere esautorato dal suo ruolo, che non digerisce la partecipazione del Partito comunista alla vita politica della nuova Spagna e tra i vecchi oppositori di Franco che a loro volta non riescono a mandar giù la continuità con il franchismo, a sedere nello stesso Parlamento con coloro contro cui hanno lottato una vita. Poi c’è il re, il giovane re, che ancora non sa come portarsi e che oscilla tra un consigliere ed un altro.

L’analisi di questo istante però è condotta da un uomo che all’epoca dei fatti era un giovane e che in quanto tale visse l’evento. Da universitario corse all’università aspettandosi di trovare agitazione, movimento, qualcosa che partecipasse del momento e invece, calma piatta. È infatti questa sensazione che poi, in età matura, porterà Cercas ad affrontare il tema. Un Colpo di Stato che si svolge con pochissima partecipazione, quasi fosse una mera esercitazione.

Confesso di aver trovato un poco di difficoltà a seguire il racconto, non per altro, ma semplicemente perché devo riconoscere una discreta ignoranza sui fatti di Spagna dopo gli anni ’40. Avessi avuto una maggiore coscienza di quanto accaduto dagli anni ’40 in poi avrei apprezzato molto di più tutte le analisi su come si sia giunti al Colpo di Stato, avrei meglio compreso il ruolo di alcuni personaggi e gli interessi in gioco. Mettiamola così: è un’occasione per approfondire la storia di un paese che non conosco.

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