“L’anno della lepre” di Arto Paasilinna

È più forte di me: adoro la casa editrice Iperborea e sono attratta da questi scrittori così lontani dal nostro mondo, con quei nomi così impronunciabili… Il fatto è che non sempre vengo conquistata dai loro lavori.

“L’anno della lepre” comincia quando un’auto, con a bordo un giornalista e un fotografo, lungo una strada fuori mano, investono una lepre. Il giornalista, Vatanen, scende dall’auto per vedere come stia la lepre e, seguendola, non torna più indietro. Il fotografo, stanco di aspettare, se ne va. Trovata la lepre, leggermente ferita una delle zampe posteriori, il giornalista Vatanen, decide di tenerla con sé e, poco alla volta, comincia a tagliare i ponti con il suo passato: lavoro, moglie non amata e insopportabile, stile di vita cittadino. Inizia così un anno di spostamenti continui lungo la Finlandia in compagnia della lepre, compagna di viaggio e al tempo stesso marcio della sua diversità. Vatanen per mantenersi cerca lavori temporanei in luoghi poco praticati -il che in Finlandia non è difficile- e in ognuno di questi luoghi viene a contatto con personaggi e situazioni che disegnano un profilo della società finlandese a tutto tondo.

Il racconto si muove sul filo del surreale ma si inserisce perfettamente nel tema affrontato in vari settori del cambiamento dello stile di vita, da un di tipo “capitalistico” per uno più attento alle persone e dove l’essere umano, riappropriatosi del proprio tempo, possa riconciliarsi con la natura.

Annunci